FAQ - Quali sono i quesiti più frequenti legati ai fonometri?

Come si distinguono le classi di precisione?

Esistono differenti classi di precisione regolate da specifiche normative di riferimento e nello specifico parliamo della norma IEC EN 60651 e successiva IEC 61672 che stabilisce 4 classi di precisione:

  • Tipo 0 Da laboratorio (±0,4dB)
  • Tipo 1 Di precisione (±0,7dB)
  • Tipo 2 Di impiego generale, per misure sul campo (±1,0dB)
  • Tipo 3 Di sorveglianza, per misure di controllo (±1,5dB)

La classe di precisione più conosciuta e utilizzata è senza dubbio la “Classe 1” perché viene richiesta e applicata a numerose leggi di riferimento per il controllo dell’impatto acustico come ad esempio il D.lgs. 81/08 (testo unico per la sicurezza sul lavoro).

 

Che Fonometro devo utilizzare per le misura di impatto acustico in ambienti di lavoro?

Elenchiamo i requisiti minimi che deve avere un fonometro utilizzato per le misure secondo D.lgs. 81/08, testo unico per la sicurezza sul lavoro:

  • Il primo fattore inderogabile è la selezione della classe di precisione 1 (Type 1) secondo IEC 61672-1
  • La seconda caratteristica è assicurarsi che sia un Fonometro Integratore (secondo IEC 61804), ossia che sia presente il parametro acustico “LEQ” (livello equivalente), fattore chiave per la valutazione dell’esposizione acustica sedi ogni operatore
  • La possibilità di selezionare le ponderazioni di frequenza A e C (dBA e dBC).
  • La possibilità di registrare contemporaneamente tre parametri di misura e specificatamente la selezione del LEQA , LEQC e valore di picco PeakC richiesti da normativa
  • La fornitura di un calibratore acustico in classe 1 necessario per la taratura del fonometro ad ogni impiego.
  • La presenza di una memoria interna per la registrazione dei dati e una interfaccia software per lo scarico su PC
  • Facoltativa e non obbligatoria la presenza dei filtri in frequenza in banda di ottava. Questa opzione non è necessaria ai fini della valutazione dell’esposizione sonora degli operatori in ambienti di lavoro, ma può essere particolarmente utile per la selezione dei “DPI” (Dispositivi di protezione individuale) in caso di superamento del limiti di esposizione. Una marcia in più che non guasta!

 

Cos’è il LEQ?

Livello Equivalente, ossia il livello medio integrato nel tempo. Questo parametro viene utilizzato per le analisi di inquinamento acustico e rappresenta il fattore principale di valutazione dell’impatto acustico e di conseguenza dell’esposizione sonora sia in ambienti di lavoro che in ambienti esterni pubblici o privati. Il “LEQ” è un valore presente solamente nei modelli di fonometro “Integratore” e non nelle versioni “Istantanee” che pur calcolando il livelli statistici minimo, massimo e medio, nulla hanno a che fare con questo parametro “Livello Equivalente”.

 

SEL, cos’è e a cosa serve?

SEL (Single event level) lo dice la traduzione, ossia il paramento acustico che consente l’analisi del livello sonoro di un singolo evento. Nella situazione in cui siamo in presenza di eventi di breve durata seguiti e preceduti da lunghi periodi di silenzio, come ad esempio il passaggio di un treno, la misura del solo livello equivalente “LEQ” non sarebbe idonea a caratterizzare l’evento. Con la rilevazione di questo parametro “SEL” è possibile definire il livello riferito al singolo evento con un tempo di riferimento pari a 1 secondo in modo analogo al livello Equivalente.

 

Cosa sono i filtri di ponderazioni A/B/C/Z?

Si tratta filtri che eseguono automaticamente una correzione sul segnale in ingresso al fine di attenuare alcune componenti dello spettro in frequenza ed esaltarne delle altre con lo scopo di adattarle maggiormente alla percezione dell’orecchio umano. In termine spartano possiamo definirle delle curve di risposta che rappresentano la percezione uditiva del rumore. In particolare ci riferiamo alla curva di ponderazione “A “che più si avvicina alle caratteristiche dell’orecchio umano e tutti conosciamo come “dBA”, questa curva viene impiegata per la misura di gran parte dei parametri di inquinamento acustico sia come valori istantanei che di integrazione “LEQ”. Altre curve di ponderazione vengono utilizzate per altre applicazioni come ad esempio la curva “C” che rappresenta bene la risposta dell’orecchio umano ai rumori molto forti e impulsivi e viene usata in particolare nella misura del valore di picco “peak” , oppure nella valutazione dei filtri in frequenza dove viene impiegata specificatamente la curva lineare “Z”. La curva di risposta “B” trova particolare applicazione nella valutazione del rumore di veicoli (revisioni della motorizzazione), nel campo ferroviario e nel rumore aereo. 

 

 

Per la direttiva macchine che strumento devo acquistare?

La Direttiva europea macchine 2006/42/CE RESS nell’allegato 1 stabilisce i criteri di misurazione del rumore emesso dalle macchine e dalle apparecchiature. Sono definiti in modo chiaro il posizionamento e i valori di misura, ma non è indicato in modo chiaro la classe di precisione che deve avere il fonometro per la misurazione, Ossia nella norma europea UNI EN ISO 11202 al punto 4 viene indicato la tipologia di strumentazione che cita quanto segue: 4.1 Generalità.

  • L’insieme degli strumenti, ivi inclusi microfoni, cavi e l’eventuale schermo paravento, deve soddisfare i requisiti specificati nella IEC 61672-1:2002, per gli strumenti di classe 1, mentre i filtri devono soddisfare i requisiti specificati nella IEC 61260:1995, per gli strumenti di classe 1.
  • Si può utilizzare un misuratore del livello del suono di classe 2 ma la misurazione ottenuta risulta automaticamente di grado di accuratezza 3.

Detto ciò, viene spontaneo chiedersi se sia sufficiente uno strumento in classe2 per essere in regola! La risposta è Si, ma difficilmente si trovano degli strumenti in classe 2 dotati di filtri in frequenza come richiesto (IEC-61260) e in ogni caso il costo sarebbe molto simile ad un a versione di classe 1 (esempio il modello ARW-1308), perciò, qualora la misura non si limitasse alla rilevazione della sola pressione sonora istantanea “SPL” con livello di picco massimo è opportuno optare per dei fonometri di classe 1 anche per questa valutazione.

 

L’analisi in frequenza è utile?

La misura in filtri i frequenza è una funzione facoltativa presente su Fonometri di alta fascia e quasi esclusivamente di classe 1. Nel campo delle rilevazioni di impatto acustico ambientale e acustica architettonica è obbligatoria, mentre risulta particolarmente utile anche nella valutazione di impatto acustico in ambienti di lavoro per agevolare la scelta dei “DPI”, dispositivi di protezione individuale, in caso di superamento dei limiti. Non entriamo nella spiegazione tecnica ma ci limitiamo a dire che l’analisi in frequenza viene impiegata per effettuare delle valutazioni più approfondite in campo acustico come l’individuazione di componenti tonali, curve isofoniche e valutazioni in campo acustico architettonico per isolamento e insonorizzazione. La maggior parte dei fonometri “Analizzatori in frequenza” sono anche degli “integratori” e possono essere equipaggiati dei filtri in frequenza in banda di ottava e terzi di ottava in grado di coprire lo spettro in frequenza da 16Hz a 20KHz, requisito obbligatorio per le rilevazioni di impatto acustico ambientale.

 

 

La scelta dei DPI è legata all'analisi in frequenza?

Non esclusivamente, generalmente i dispositivi di protezione individuale come ad esempio le cuffie hanno una indicazione di abbattimento sia sulla base delle frequenze in banda di ottava che sul livello di pressione sonora in “dBA”. La scelta di optare su un fonometro dotato di filtri in frequenza potrebbe rivelarsi utile anche per valutare eventuali anomalie presenti sulle macchine utensili in fatto di insonorizzazione, aspetto interessante che può essere sfruttato come Plus competitivo nella valutazione di impatto acustico in ambienti di lavoro.

 

Il calibratore acustico è indispensabile?

Diciamo di Si, è una componente molto importante e ci consente di verificare e calibrare il fonometro prima di ogni misurazione. Questa opzione è obbligatoria per le versioni in classe 1 impiegate nella misura di impatto acustico nel rispetto delle leggi e normative vigenti, mentre per le categorie di fascia più bassa, fonometri istantanei in classe 2 è facoltativa ma decisamente utile. In alcune versioni, esclusivamente di classe 2, è presente un sistema di auto-calibrazione interna che permette di verificare lo strumento ad un livello acustico (generalmente 94dB) e correggere il valore tramite un trimmer. Da sottolineare che questo escamotage permette di effettuare una diagnosi interna sparando un segnale al preamplificatore e di fatto escludendo il microfono, perciò la valutazione non è completa ma empirica.

 

Come si effettua la calibrazione del Fonometro?

Una operazione molto semplice che si effettua generalmente per mezzo di una calibratore esterno mono frequenza (1000Hz) con due livelli di pressione sonora (94dB e 104/114dB). La procedura consiste nell’incastrare il calibratore nel microfono utilizzando gli adattatori in dotazione facendo attenzione ad arrivare in battuta e successivamente eseguire l’accensione prima del fonometro e poi del calibratore. Per le versioni di classe 2 è sufficiente visualizzare il valore ed eventualmente procedere alla correzione attraverso un trimmer o seguendo la procedura nel manuale d’uso, mentre nelle versioni integratori e analizzatori di classe 1 è presente sul menu una funzione di calibrazione automatica che deve essere attivata prima di eseguire l’operazione. In alcuni modelli viene indicato anche passo-passo le operazioni da eseguire.

 

 

E’ importante la statistica dati di misura?

Dipende dalle proprie esigenze, diciamo che per le categorie di fonometri di classe 1 è molto utile e in alcuni casi indispensabile per la valutazione di alcuni fenomeni. Non confondiamo questa opzione con i parametri statistici, e nello specifico i livelli percentili (L1…L99), presenti sui modelli più evoluti è utili per fare delle analisi statistiche di impatto acustico.

 

Acustica architettonica, cosa si utilizza per le rilevazioni?

In questo campo c’è veramente molto da dire e non è possibile dare una risposta esaustiva in poche righe, ma ci limitiamo a fornire delle indicazioni utili per l’identificazione delle apparecchiature indispensabili per questa applicazione. Innanzitutto partiamo con l’affermare che per effettuare rilevazioni di acustica architettonica è necessario dotarsi di Fonometri di alta fascia (Classe 1) che siano dotati di tutte le funzioni necessarie e implementabili per ottemperare alle varie esigenze di misura, tra cui filtri in frequenza 1/3 di ottava fino a 20KHz, tempo di reverbero, selezione completa dei parametri acustici compreso il LEQ, SEL e livelli percentili, analisi in tempo reale multi parametro in contemporanea con l’analisi in frequenza, misura del tempo di reverbero e una interfaccia dati appropriata, meglio se completa di software specifico corredato di moduli per le varie applicazioni come "isolamento acustico" che consente la valutazione dei requisiti acustici passivi degli edifici in conformità alla normativa vigente (D.P.C.M. 5/12/1997). Calcolo del tempo di riverberazione di stanze e auditori secondo ISO 3382 e ISO 354 con funzioni di editing delle curve di decadimento. Calcolo dell’isolamento di partizioni, facciate e solai in laboratorio e in opera, secondo le norme ISO 140 e ISO 16283. Calcolo degli indici di isolamento secondo ISO 717. Classificazione delle unità immobiliari secondo UNI 11367:2010e. La seconda parte riguarda la dotazione, in relazione alle proprie esigenze di apparecchiature specifiche per la valutazione in acustica architettonica e più specificatamente:

  • Macchina normalizzata per il calpestio
  • Sorgente sonora dodecaedrica omnidirezionale
  • Amplificatore digitale
  • Sorgente sonora direzionale per isolamento di facciata
  • Subwoofer passivo

Qui potete trovare una serie di apparecchiature idonee a questo campo di applicazione

 

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